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Garda Events

Garda Events (78)

Gli eventi dedicati all’ arte, alla cultura, al life style, all’ enogastronomia e al territorio che Radio Garda Fm, con una cronaca dettagliata dei fatti, ha scelto di seguire per Voi. La Prima Radio del Lago di Garda… è sempre in prima fila.

Siamo ormai tutti ben abituati a vedere il “Mondo dall'alto”, con un semplice scroll del mouse in quella diavoleria di Google Earth. Immaginiamo per una volta di arrivare così in alto, tanto da poter vedere Australia Europa e America in un colpo solo, ma con gli occhi dell'anima. E grazie alla Musica.

 

Tutto ciò è potuto accadere all'Anfiteatro del Vittoriale nell’ultimo appuntamento live di Tener – A - Mente 2015 con John Butler Trio.

 

Oltre due ore di concerto, bellezza pura di suono e di intenti. Fondono e plasmano insieme sonorità australi e boreali, la forza della tradizione rurale con il meglio della musica anglosassone.

John alterna le sue chitarre acustiche ed elettriche, con banjoukulele e lap steel. I brani sono melodici e ritmati, cantati o solo strumentali, e che sia country, o rockceltic o bluesreggae o folk in 6/8, è la magia bluegrass che zampilla in tutto il repertorio, squillante, ricco e pieno di vitalità.

 

Il cantautore si scusa di non sapere l'italiano ma è consapevole che la sua musica andrà ben oltre alle parole. Accade così che ci si trovi a viaggiare nel tempo e nello spazio, attraversare le stagioni, “surfare” un'onda dell'oceano, o sorvolare lande e praterie. Cieli immensi, il sole e il buio, l’arsura e il temporale, tutti gli elementi naturali sono a portata di immaginazione.

Completano il trio Grant Gerathy (batteria, percussioni e voci) e Byron Luiters (basso, contrabbasso, tastiere e voci).

 

Caratteristica costante è la ricerca di tutte le molteplici declinazioni del suono, ma sempre con gusto e totale padronanza dell’effetto, che anche nei momenti di maggiore energia e intensità non perde mai di misura e definizione.

 

Standing ovation sulla scia di Ocean, solo strumentale di 12 minuti sulla 12 corde. Le potenzialità dello strumento e del pensiero si inseguono e si scoprono a vicenda. Non è più tecnica. E' sperimentazione libera e mai caotica, il virtuosismo si eleva alla pura emanazione di gioia.

 

Stupisce ed emoziona in una serata straordinaria grazie alla location del Vittoriale e l’organizzazione sempre perfetta.

 

 

La scaletta: 

 

Cold Wind

Mystery Man

Better Than

Anything

Bullet Girl

Fire In The Sky

Used To Get High

Pickapart

Ocean

Blame It On Me

Grooving Slowly

Ragged Mile

Don’t Wanna

Zebra

 

Bis: 

Losing You 

Funky Tonight 

Livin’ In The City

 

Tuesday, 04 August 2015 09:53

IL SUONO DI ARTO LINDSAY AL VITTORIALE

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Penultimo appuntamento al Vittoriale di Gardone Riviera del ciclo “Tener-a-mente 2015” spin off  “Tener-a-mente oltre” è stato dedicato  ad Arto Lindsay.

Teatro dell’evento il Laghetto delle danze, chiuso al pubblico per decenni e riaperto nel marzo 2013. Nel laghetto, a forma di violino, confluiscono due torrenti, battezzati dallo stesso D'Annunzio "dell'Acqua Pazza" e "dell'Acqua Savia". Ambient sicuramente adatto alle sonorità ed alla musica di questo musicista, creativo e provocatore e oltre modo non definibile come genere.

E’ arrivato solitario con la sua chitarra, ha attaccato un jack, ha preso dal suo zainetto lo spartito, lo ha posizionato su cavalletto e poi vai….. ci si aspettava mettesse anche il cappello davanti o la custodia della chitarra aperta, come i suonatori che si incontrano nelle metrò, tanta la semplicità nel porsi al pubblico.

Il suo stile sulle corde “atonale” ha prodotto riverberi sull’acqua del laghetto che hanno dato un ordine a ciò che veniva eseguito, a ricordarci che la natura certamente ha le idee più chiare dell’uomo.

Arto Lindsay aveva freddo, l’ha detto in italiano. Quasi stupito dei bravo di alcuni del pubblico, pochi applausi quasi a far capire che forse non a tutti è dato di capire, defezioni fin quasi dalle prime battute …. il suo obiettivo era provocare e ci è riuscito in parte…forse.

Nota di colore di tutta la serata l’inedita versione della poltrona Proust proposta dell’arch.Alessandro Mendini, testimonial d’eccezione dell’evento “D’Annunzio e i Giardini di Pan”(Vittoriale degli Italiani, fino al 31 ottobre 2015) e realizzata da Magis, per l’occasione nel color violato, inventato proprio da D’Annunzio, una sorta di “colore ibrido  tra il rosa e il viola. E pensare che la leggenda vuole che quando D’annunzio e Proust si incontrarono non nacque alcuna simpatia per l’altro.

Che dire, serata dalla gradevole temperatura, scenario ed organizzazione straordinari.

 

Monday, 20 July 2015 00:00

LES BALLETS JAZZ DE MONTREAL

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Arriva a Verona come una primavera Les Ballets Jazz de Montréal, come un vento fresco che il linguaggio del corpo attende, ormai libero dalla grammatica del proprio peso.

Les BJM - compagnia canadese di danza contemporanea e jazz - va in scena al Teatro Romano con uno spettacolo carico di eleganza, intima energia e fisicità dinamica, sulle musiche di Philip Glass, Paul Baillargeon (noto per le colonne sonore di Star Trek) e un iconico mix dal jazz a canzoni popolari israeliane. Nello spazio teatrale, che si riduce e si amplia come una lente, si sviluppano tre movimenti, tre coreografie firmate Cayetano Soto, Rodrigo Pederneiras, Barak Marshall.

ZERO IN ON è l'esordio delicato di due corpi lunghi pieni di grazia, che ci invitano ad afferrare quell'energia vitale che rende tutti liberi creatori del proprio destino: nella curva dei gesti, nelle mani che cercano, nella scoperta dello spazio in un tempo così breve da non esistere.

ROUGE è il battito tribale, la danza poderosa di una umanità primitiva, scandita dalla naturale forza di onde e tuoni, urla animali, che ci portano dentro a un respiro lungo come un mantra: ode alla capacità di ripresa, al vigore, alla resilienza.

HARRY è più teatro che danza, è la messa in scena della quotidianità che si ripete, nel desiderio di appartenenza, nell'identificazione dell'io, nella ricerca dell'amore: lo scoppio di un palloncino rosso, la morte di Harry, il suo funerale, l'arte di essere umani nell'avvicendarsi di romanticismo, onore, dissimulazione, stupidità... "Love is stupid" she said.

Tre movimenti che mostrano la meraviglia della vita, una straordinaria energia, la storia dell'uomo che è in tutti noi e il continuo imparare a riposizionare noi stessi, costante ricerca che caratterizza Les Ballets Jazz de Montreal "always on the move".

Un sabato sera in cui il pubblico si è lasciato trasportare da tutto questo, dalle mani che vibravano, dallo sfondo rosso senza fronzoli, dai corpi abitati da sensualità e potenza, che alla fine molti si saranno detti: "vorrei poter ballare".

Tuesday, 14 July 2015 15:28

MARIO BIONDI EMOZIONA IL VITTORIALE

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In una calda serata d'estate, nello stesso incantevole scenario dove è stato girato il video del singolo “Love is a temple”, Mario Biondi regala al pubblico dell'Anfiteatro del Vittoriale, a Gardone Riviera, due ore di grande musica, accompagnato da un'orchestra di sei elementi con Alessandro Lugli alla batteria, Federico Malaman al basso, Massimo Greco alle tastiere, David Florio voce e chitarre, Marco Scipione al sax, Fabio Buonarota ai fiati. A chiudere il palco le gemelle Romina e MiriamLunari, le due vocalist, che con le loro coreografie, danno alla scena il giusto tocco di originalità.

Mario Biondi, vocalizza e cambia di tonalità, colora l'aria mossa da una leggera brezza, dando vita ad un jazz-funk caldo, passionale e profondo, muovendosi sul palco con grande disinvoltura.

L’artista presenta in questa tourné, iniziata il 5 maggio scorso, nuovo album di inediti dal titolo “Beyond”(Sony Music) uscito nella stessa data.

La scaletta della serata ripercorre tutta la migliore produzione discografica di Biondi, da “Handful of Soul a If”, passando per Duesino a Sun, senza dimenticare “Be Lonely”, “My Girl” dei Tempation e la straordinaria “Lowdown” di Boz Scaggs.

L’unico brano cantato in italiano è l’intenso “La voglia, la pazzia, l'idea”, scritta da Andrea Celestino, Diego Calcagno, Mario Ranno, Nerio Poggie poi oltre, appunto, “Beyond”.

Alla fine “The Voice” non lascia senza un bis il pubblico del “Vittoriale”, dedicandogli “This is what you are”, il brano che nel 2004 lo ha consacrato al grande pubblico, salutandolo subito dopo con una session a tempo di regge,  scatenando una “processione ballante” sotto al palco dell’anfiteatro.

Un saluto reciproco in una serata nella quale il pubblico ha fatto sentire tutto il suo affetto per il grande artista

Il “servizio bello” di casa non sarà forse alla moda ma basta una lucidata e può tornare a splendere come un tempo.

Spandau Ballet, a 35 anni dal periodo d’oro, tornano dal vivo in forma smagliante, con brani nuovi oltre agli eterni successi, per un tour che quest'estate li porterà anche a Lignano, Riviera Adriatica, Ibiza e California.

La band entra in scena al suono di gong, eleganti negli abiti ma con fare diretto. Fuori di retorica e teatralità, ognuno prende il suo posto su di un palco ridotto al minimo e con impianti essenziali: sembrano dire "siamo tornati per suonare", senza altre sovrastrutture.

La cornice dell'Arena di Verona, non proprio gremita, raccoglie un pubblico di fedelissimi appassionati, rado sugli spalti ma compatto nel partecipare.

Sorprendenti sono (ancora) le voci, quella calda e agile di Tony Hadley (che stoico resiste al clima torrido della serata senza scomporsi affatto nel suo completo blu) ma anche quelle degli altri componenti del gruppo: l'amalgama dei cori è davvero notevole.

E presto è l'anfiteatro intero a cantare con loro all'unisono, come sulle note di True e di Lifeline.

Standing ovation sarà poi per I'll fly for you, la canzone che li ha consacrati come star in Italia: "You know, whenever we play this song we think of Italy", e via con l'intro di sax!

Dopo una bellissima Empty Spaces di sole chitarra e voce, scelgono di accennare in acustico anche Gold... è solo un assaggio di quella che terranno per esteso come gran finale del concerto, subito dopo un altro grande successo: Through the Barricades.

 

Un anno fa il reclutamento di volontari per quello che sembrava un esperimento: farsi fotografare in casa propria.
Non un ritratto qualsiasi dunque, ma una ricerca sul binomio persona-casa.
Quali sguardi, quali atteggiamenti, quali espressioni si assumono quando ci si trova nell’ambiente a noi più familiare? Che gesti quotidiani e caratteristici si compiono, quali stanze narrano la nostra vita?
 
Nell'emozionante percorso di incontri, in questi mesi Gianluca De Santi è entrato fisicamente nello spazio altrui, con entusiasmo e delicatezza, scoprendo presto anche aspetti inattesi: non per tutti infatti la Casa corrisponde alle proprie quattro mura. Alcuni hanno scelto di farsi ritrarre in luoghi diversi, ma che per loro rappresentavano la Casa molto più dell’abitazione.
 
Alla fine del progetto, 33 persone si sono lasciate conoscere un po' di più, un po' per gioco, un po' per mettersi alla prova (E "Non per tutti parlare di sé davanti ad un obiettivo è stato un momento intimo facile da condividere” racconta oggi Gianluca).
 
Rieccole finalmente riunite sotto lo stesso tetto, nella mostra "Home Portraits" dal 21 al 23 maggio 2015 a "Libre Verona".
Gianluca De Santi è partito dalla "Casa" come denominatore comune, finendo per cogliere, dei suoi soggetti, l'unicità.

 

 

Il 27 Settembre 2014 il Gruppo Fotografico Il Fotogramma, con il patrocinio del Comune di Nago-Torbole e della Comunità Alto Garda e Ledro, inaugura presso il Forte Superiore Nago-Torbole (TN) la prima edizione del Nago-Torbole Photofestival.

Radio Garda Fm La Prima Radio del Lago di Garda ha scelto di essere partner di questa manifestazione per promuovere il territorio del Garda anche attraverso la fotografia.

L’evento si propone di essere un importante momento di scambio tra esperti e simpatizzanti dell’arte fotografica che avranno così l’occasione di avvicinarsi a contenuti e lavori sia della fotografia amatoriale che di quella professionistica.

I soci de Il Fotogramma esporranno le loro opere a tema comune all'interno della mostra fotografica collettiva "Il Tempo". Inoltre, per l'intera durata della manifestazione, vi saranno diverse esposizioni fotografiche dislocate in diverse sedi e saranno tutte visitabili gratuitamente.

Tra i principali protagonisti del Photofestival si segnalano: Myriam Meloni con la mostra Behind the Absence/Silenziosa Assenza, Olaf Kreinsen con la mostra Urban trees e Spiriti, Thomas Cristofoletti con la mostra Champa e Paolo Aldi che terrà un workshop dal titolo “Fotografia a foro stenopeico".

Radio Garda Fm in qualità di mediapartner sarà presente con la cronaca dell’evento sui suoi Social Networks (Facebook, Twitter, Google+, Instagram, Pinterest) anche con selfie, minifilmati e videointerviste che verranno replicate  sulla piattaforma IPTV GardaTv.

Radio Garda Fm seleziona i migliori eventi del Lago di Garda e delle province illuminate dal suo segnale, ovvero Brescia, Mantova, Verona, Trento, Vicenza e Padova.

Si è tenuta nell'auditorium del Palazzo della Gran Guardia, l'appassionata lezione dell'irriverente critico d'arte Vittorio Sgarbi. La mostra dedicata a Paolo Caliari, allestita nelle sale dello storico edificio veronese fino al 5 ottobre, è tornata a rivivere davanti agli occhi di un pubblico affascinato.

L'evento fa parte di quattro giornate ricche di appuntamenti culturali, economici ed approfondimenti sull'attualità, organizzati da "Panorama d'Italia", secondo un tour che va a toccare ben dieci piazze d'Italia, iniziato ad aprile ed in chiusura a novembre. Si contano centocinquanta eventi complessivi per raccontare da vicino le eccellenze della nostra penisola e trecento relatori, lieti di stuzzicare l'interesse dei cittadini. Verona ha rappresentato la quinta tappa, con un fitto programma che si è svolto dal 10 al 13 settembre.

Vittorio Sgarbi, nella giornata inaugurale, ha tracciato un ampio percorso cronologico al fine di svelare a 360° la figura del Veronese; ha posto l'accento sulle varie correnti artistiche e di pensiero che circolavano all'epoca e le naturali compenetrazioni avvenute tra esse. Delineando così un panorama generale, i fruitori sono stati in grado di percepire tutte le informazioni necessarie per comprendere al meglio il pittore protagonista della mostra, le sue influenze e le realtà che ha contribuito a creare.

Una lezione d'autore sostenuta con mirabile maestria, in cui non sono mancate sottili (e non solo) vene polemiche sulle nostre istituzioni e su come viene burocratizzata la cultura in Italia. Pungente e dissacrante, il celebre critico ha ribadito un concetto che gli sta molto a cuore: la cultura deve essere alla portata di tutti, la fruibilità va semplificata non ostacolata.

Vittorio Sgarbi ha lasciato il suo numeroso pubblico senza fiato, a testimonianza che non solo chi crea un'opera muove la cultura, ma anche chi sa raccontarla.

Radio Garda Fm seleziona i migliori eventi del Lago di Garda e delle province illuminate dal suo segnale, ovvero Brescia, Mantova, Verona, Trento, Vicenza e Padova.

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