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Garda Events

Garda Events (96)

Gli eventi dedicati all’ arte, alla cultura, al life style, all’ enogastronomia e al territorio che Radio Garda Fm, con una cronaca dettagliata dei fatti, ha scelto di seguire per Voi. La Prima Radio del Lago di Garda… è sempre in prima fila.

Il 20 maggio 2024, il Teatro Filarmonico di Verona ha accolto con entusiasmo la compagnia teatrale de "I Legnanesi", protagonista della nuova produzione "Guai a chi ruba". La regia di Antonio Provasio, i testi di Mitia Del Brocco, e le scenografie e i costumi di Enrico Dalceri hanno reso lo spettacolo indimenticabile.

Comicità di Qualità al Teatro Filarmonico

La comicità de “I Legnanesi”, mai sopra le righe, evoca l'atmosfera dell'avanspettacolo, dove la risata scaturisce naturalmente dalla messa in scena. La famiglia Colombo - interpretata da Antonio Provasio (Teresa), Enrico Dalceri (Mabilia) e Italo Giglioli (Giovanni) - insieme agli altri personaggi del cortile, si trova coinvolta in una serie di eventi che li portano perfino in tribunale.

Trama di "Guai a chi ruba"

Mabilia, forte dei sani principi ricevuti in famiglia, decide di aiutare Carmine (Maicol Trotta), un ragazzo problematico. Carmine, con un passato da mariuolo ma desideroso di riscatto, cerca di aiutare la famiglia Colombo, causando una serie di malintesi. Giovanni è accusato di falsificazione di firma e Teresa di furto, portando entrambi davanti a un giudice. La pungente ironia di Teresa, che sa "mettere in riga" famiglia e cortile, arricchisce la trama. Quando tutto sembra perduto per la famiglia Colombo, un colpo di scena risolve la situazione.

Un Successo di Pubblico

Il pubblico di Verona ha accolto calorosamente ogni personaggio, con applausi e risate che hanno coinvolto anche gli attori. Due ore di spettacolo che lasciano il segno, creando l'attesa di un prossimo appuntamento con “I Legnanesi”.

Guarda "Guai a chi ruba" di I Legnanesi

Se hai perso questo straordinario spettacolo, resta sintonizzato per le prossime date. Non perdere l'occasione di vivere l'ironia e la comicità de “I Legnanesi”, una compagnia teatrale che continua a conquistare il pubblico italiano con le sue performance irresistibili.

 

La suggestiva cornice del Castello scaligero di Villafranca di Verona ha ospitato, nella serata del 09 luglio, lo spettacolo "Eleganzissima" che ha visto una Drusilla Foer (Gianluca Gori), autrice e interprete, regina per una notte accompagnata dai musicisti Loris Di Leo al piano, Nico Gori al sax e clarinetto e in alcuni momenti alla chitarra classica da Franco Godi suo produttore e manager.

 

Lo spettacolo non è solo un racconto di viaggio con aneddoti della vita di Drusilla, ma soprattutto un'esplorazione di sentimenti ed emozioni che danno vita all'interpretazione di canzoni famose di artisti tra i quali Amy Winhouse, Don Backy, Enzo Jannacci e una struggente "I Will Survive" di Gloria Gaynor.

 

Un viaggio vero e proprio quello di Drusilla Foer dai natali in terra senese, a Cuba, Parigi, Chicago, Bruxelles, Madrid e New York dove ha dato vita a un negozio di abiti usati firmati chiamato "Second Hand Dru", nome dal significato equivoco, che Drusilla racconta di averne capito solo in un secondo momento la vera traduzione newyorkese, che è diventata "in poco tempo un punto di ritrovo di artisti, pensatori e rock star e persone semplicemente speciali"

 

La sagace comicità di Madame Foer, è trainante ma èla vena sottile che accompagna tutto il recital: la malinconia, più o meno a tratti evidenziata, che lascia nello spettatore l'impronta finale, come un timbro di chiusura.

 

Uno spettacolo che lascia ricchi dentro e la felice consapevolezza che esistono personaggi come Drusilla Foer, che conclude con una frase "non bisogna confondere la superficialità con la lievità". Non a tutti è dato comprenderne la differenza.

Organizzazione impeccabile come sempre quella di Eventi Verona.

La cornice ad una serata perfetta l'ha offerta il Teatro Romano di Verona, con la location il panorama e la temperatura graziata dal caldo dei giorni precedenti, il soggetto: il concerto dei britannici Incognito, una tra la band di acid jazz/jazz funk attualmente

attive, capitanata dal suo leader storico Jean-Paul "Bluey" Maunick, perno della formazione che ha visto alternarsi negli anni sassofonisti, bassisti, batteristi e vocalist di calibro internazionale.

Un Teatro Romano gremito di appassionati, che hanno saputo cogliere fin dall'inizio lo spirito del concerto all'insegna della fratellanza e della musica che abbatte ogni barriera, come ricorda "Bluey" nei suoi brevi monologhi introduttivi ai brani.

Gli stessi Incognito sono portatori sani del messaggio, un melting pot di origini culturali, etniche, che non poteva che riversarsi nella loro musica un mix di jazz, soul, funk, dando vita all'acid jazz.

Un concerto dai ritmi coinvolgenti e straordinari che sottolineano ancora un a volta lo spessore musicale e artistico degli Incognito, sul palco del live al Teatro Romano una formazione da brividi e dalle vibrazioni uniche.

Un crescendo musicale che ha travolto il pubblico e che ha portato tutto l'Anfiteatro Romano a ballare al ritmo dei brani più famosi della band.

La scaletta:

  • Parisenne Girl
  • Labour of Love
  • Only a Matter of Time
  • I See the Sun
  • When The Sun Comes Down
  • A Shade of Blue
  • Still a Friend of Mine
  • Colibri
  • The B&K &Supersonic Lord Sumo
  • 1975
  • As
  • (Stevie Wonder cover)
  • I Love What You Do for Me
  • Deep Waters
  • Don’t You Worry ‘bout a Thing
  • (Stevie Wonder cover)
  • Always There

 

In chiusura a ribadire il messaggio di pace, amore e fratellanza: Is This Love (Bob Marley & The Wailers.)

 

 

Organizzazione impeccabile come sempre quella di Eventi Verona.

L’edizione 2023 del Festival della Bellezza ha ospitato, sul palco del Teatro Romano di Verona, Patty Pravo con il suo Minaccia Bionda Tour.

L’incipit della serata è stata la canzone “Scende la pioggia ma che fa” il brano di Gianni Morandi del ‘68, infatti all’inizio del concerto la pioggia è scesa e al secondo brano un “fuggi fuggi” generale che non ha comunque fermato l’anima ribelle di Patty Pravo, che ha avuto ragione anche del tempo.

Lo spettacolo in tour è un diario di viaggio attraverso i mille colori e sfumature della lunga carriera della cantante, assoluta interprete del suo tempo ma anche oltre mai etichettabile.

Brani storici alternati a quelli più recenti e sperimentali e una scenografia perfetta, hanno dato vita ad una serata intimista che ha coinvolto il pubblico.

Nicoletta Strambelli e Patty Pravo due anime in un corpo solo, il risultato non poteva che essere uno spirito libero, anticonformista. carismatico quasi algido come quello dell’iconica artista.

 

La 55ª edizione del Vinitaly, che si terrà dal 2 al 5 aprile, è ai nastri di partenza e a fare gli onori di casa è l'appuntamento con Vinitaly ad The City, contenitore ricco di appuntamenti con degustazioni, incontri ed eventi, che a partire dal 31 marzo e fino al 3 aprile accompagnerà gli appassionati del vino e non solo alla scoperta del cuore di Verona.

Verona città dell'amore e quale momento più seduttivo può essere considerato il sorseggiare un buon bicchiere di vino, nel lento movimento del bicchiere, nell'accostamento alle labbra per poi assaporare quello che era considerato dagli antichi il nettare degli Dei.

Vinitaly and the City si svilupperà nel centro storico di Verona, città Patrimonio mondiale UNESCO, con un itinerario che vedrà appuntamenti in Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, il programma completo a questo link https://vinitalyandthecity.com.

Un tour a 360° che spazierà dalle degustazioni delle eccellenze del vino fra bianchi, rossi e rosati all'area mixology con la preparazione di cocktail, oltre a momenti di talk e storytelling del vino.

Vinitaly and the city è il giusto accompagnamento al Vinitaly, 55° Salone internazionale del vino e dei distillati, con un’entrée coi fiocchi al 1° di aprile con Vinitaly OperWine.

 

Una full immersion nel del vino e dei distillati, uno sguardo a tutto tondo sul presente e soprattutto sul futuro del mercato, sull'evoluzione della produzione, in cui l'Italia ha molto da dire.

La splendida cornice della Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico ha ospitato una delle più importanti interpreti e autrici del panorama soul, jazz e R&B del Regno Unito: Sarah Jane Morris accompagnata dai chitarristi Tony Remy e Tim Cansfield.

L'occasione: la presentazione del disco "Sweet Little Mystery. The songs of John Martyn", nel quale, la cantante e autrice britannica, con la collaborazione di Tony Remy, ha voluto rendere omaggio al musicista scozzese John Martyn, indiscusso talento dalla vita travagliata che ha spaziato dal folk al blues al jazz, scomparso nel 2009.

Una sala gremita ma allo stesso tempo "intima", ha potuto godere della potenza vocale ed emotiva di un'artista che sa trasmettere catturando, come in un ipotetico abbraccio, il pubblico  in un viaggio non solo musicale ma anche sensoriale.

I brani introdotti dalla stessa Sarah Jane Morris e legati in qualche modo a episodi della sua vita familiare, sono stati: "Into my Arms" - Nick Cave, "Fell The Love" - Morris/Barker, "Imagine" John Lennon, "Piece Of My Heart" - Jerry Ragovoy, "I Shall Be Released" - Bob Dylan e di John Martyn "Couldn't Love You More", "Head and Heart", "Call Me", "Over the Hill", "Solid Air", "One World", "Sweet Little Mystery", "May You Never", "Don't Wanna Know".

Nel monologo finale l'artista ha lasciato il segno anche con le parole  sottolineando come tutti siano una comunità e non esseri sé stanti.

Sarah Jane Morris ha chiuso una serie di tre concerti dedicati alla musica jazz, il primo "Some Old Songs" sulle origini del jazz, il secondo "Ballads Open Trion" con Rossana Casale

L'organizzazione affidata a Omnia Events and More  e Associazione Ezechiel ha visto in Tiziano Brusco un anfitrione ad hoc, che ha saputo trasmettere l'entusiasmo e l'essenza dell'iniziativa.

 

Al Modus - Spazio cultura nuovo appuntamentocon la rassegna Great Acustics, percorso dedicato all'universo del cantautorato e alla musica blues, etno, folk. Ospite della serata Massimo Coppola accompagnato da Marco Mottola al contrabbasso, Stefano Naclerio alsassofono, Beppe Gioacchini alle percussioni.

A un anno dalla presentazione del terzo album "Cristallino" edito da Freecom, il primo "The Answer" (2011) e il secondo "Sinceri Oroscopi" (2013), Massimo Coppola ripropone sul palco del Modus, brani in una versione più jazz grazie all'aggiunta del sassofono di Stefano Naclerio.

"Cristallino" è un album a tratti crudo e a tratti aperto ai “sogni”, perchè l'uomo per natura è un sognatore, intrappolato nelle catene di una società che illude e disillude un po’ l'antitesi dei buoni sentimenti. Il genere umano alla fine è la somma di ciò che è positivo e di ciò che è negativo, yin e yang, nell'eterna ricerca dell'equilibrio, come nei brani "La pace interiore" e "Controtempo".

Con i brani "L'embolo è il sintomo" e "Lotte"  il pensiero corre al film "Un giorno di ordinaria follia"  (film del 1993 diretto da Joel Schumacher), l'esplosione o l'implosione dell'anima, il punto di non ritorno.

Ma la sua musica è aperta alla speranza e ai sogni come in "Ancora Stelle" perché "...il mondo è ancora di chi ride", "Percorrere" o"Sano come un pesce" emblema dell'album.

Nella serata hanno trovato posto anche rivisitazioni significative per l’animo dell’artista, come "Pale Shelter" dei Tears for Fears, "Maronna Mia" Pino Daniele, "Stella di Mare" Lucio Dalla, "Mad World" Roland Orzabal cantata in coppia con la brava Silvia Falivene.

Un album che può essere considerato come un vino da meditazione e un ottimo spunto di riflessione.

L'edizione 2019 del Festival della Bellezza -"L'Anima e le Forme" offre un cartellone ricco di appuntamenti, come l’esibizione del maestro Nicola Piovani nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Verona accompagnato da una ensemble composta daMarina Cesari al sax/clarinetto, Pasquale Filastò al violoncello/chitarra, Ivan Gambini alla batteria/percussioni, Marco Loddo al contrabbasso, Rossano Baldini alle tastiere.

"La musica è pericolosa" è un viaggio nei ricordi, nelle sensazioni e nella frase pronunciata a suo tempo da Federico Fellini chesi ritrova il significato del concerto. E' lo stesso Piovani che spiega come debba essere intesa la frase nella sua eccezione positiva: una sensazione di spaesamento quasi adolescenziale simile al primo innamoramento.

Gli aneddoti legati alle celebri composizioni del maestro Piovani svelano lati poco conosciuti dei registi con cui ha lavorato, come: Federico Fellini, che amava ascoltare di tutto durante le sedute di composizione, sedute quasi terapeutiche dove il regista lasciava andare la mente e la fantasia; Mario Monicelli con cui invece le sedute erano veloci e istintive.

Nicola Piovani racconta anche quando, seduto al pianoforte, accarezza i tasti e subito le note prendono il colore dei film di successo come: "L'intervista" e "Ginger e Fred" di Federico Fellini, "Il Marchese del Grillo"  e "Speriamo che sia femmina" di Mario Monicelli, "Jamon Jamon" di Bigas Luna.

L'amore per la musica del maestro Piovani è palpabile e come in un'ipotetica lezione, sale in cattedra e illustra come la forza della musica arrivi dall'antichità, ricordando il potere del canto delle sirene sconfitte da Orfeo o il ballo con cui Salomè concupì Erode proponendo un dittico "Partenope" e"La danza dei sette veli", accompagnati dai disegni di Milo Manara proiettati sullo schermo di scena.

Il viaggio prosegue e il pensiero si ferma su Marcello Mastroianni e sulla canzone "Caminito" cantata sul set del film argentino del 1993 "De eso no se habla" o ricordando le sensazioni provate da adolescente quando sentiva arrivare la banda per i festeggiamenti del santo patrono, ricordi diventati spunto per l'aria d'ingresso negli spettacoli di Roberto Benigni come la melodia ripetuta delle campane di un convento detto "suore di Ivrea", MI FA SOL, che venne inserita come rif nella canzone di Fabrizio De André "Storie di un impiegato".

In chiusura bis con la colonna sonora del film "La vita è bella".

Un concerto non concerto quello di Nicola Piovani quasi uno storytelling che ha saputo trasportare il Teatro Romano in un viaggio immaginario di sentimenti e sensazioni.

Un applauso all’organizzazione IDEM sempre attenta alla qualità e alla “bellezza”.

Nel folto calendario del Modus - Spazio Cultura non poteva mancare la serata dedicata a Pier Paolo Pasolini con il recital "Tutto il mio folle amore" presentato per la prima volta nel 1989 da Grazia De Marchi voce, arrangiamenti e pianoforte, Giannantonio Mutto, fisarmonica Luca Degani e introdotto da Enrico De Angelis.

La proposta, riconducibile al filone del teatro canzone, è un percorso nei testi di Pier Paolo Pasolini scritti appositamente per canzone o arrangiati in sede postuma da interpreti di rilievo tra i quali Domenico Modugno, Sergio Endrigo, Giovanna Marini, Piero Piccioni, Piero Umiliani, Ettore De Carolis, Manos Hadjidakis.

Grazia De Marchi ha saputo interpretare la lucida follia, la crudeltà e le verità di Pasolini come in"Il soldato di Napoleone", "Ballata del suicidio", "Cristo al mandrione", "Marcrì Teresa detta pazzia", "Il valzer della Toppa", "Danze della sera", "Cosa sono le nuvole", "I ragazzi giù nel campo", "C'è forse vita sulla terra", traducendo la poesia in canzone restando fedele al “sentire” dello stesso Pasolini chiudendo la serata con: “Lamento per la morte di Pasolini" di Giovanna Marini 

Il Modus da un anno sta dando uno “scossone” all’immobilismo culturale che vive negli spazi spettacolo di Verona e il suo interland, dimostrando di avere un cartellone ricco di proposte di qualità.

È importante sostenere, chi come il Modus, ha investito economie in progetti culturali di rilievo, basterà fare una libera donazione anche on line seguendo le indicazioni sulla pagina di riferimento: https://modusverona.it/contatti/#sostieni

Dal 4 al 7 dicembre al Teatro SS. Trinità va in scena il nuovo spettacolo di Alberto Rizzi con Diego Facciotti e Chiara Mascalzoni prodotto da Ippogrifo Produzioni, con il patrocinio della Provincia di Verona e dell'Associazione Alzheimer Italia - sezione di Verona.

Liberamente ispirato alla vita di Riccardo III d'Inghilterra, lo spettacolo conduce il pubblico in un percorso spazio-temporale non ordinato, nel quale il fulcro del tutto sono i sentimenti e quanto questi vadano oltre la malattia.

"Riccardo Perso" è un ossimoro dei sentimenti, una storia di coraggio per chi si trova ad affrontare una malattia cognitiva degenerativa come l'Alzheimer, tradotta sul palcoscenico nella sua 50esima regia da Alberto Rizzi, con una tale delicatezza da permettere al pubblico di metabolizzare il messaggio senza risultare oppressivo, cercando di fornire una chiave di lettura nell' "ABC emotivo" di tutta la storia.

Chiara Mascalzoni e Diego Facciotti, interpreti non tanto dei personaggi ma di un circuito emozionale, nel quale, forse, “sta peggio chi sta meglio”.

Chiara Mascalzoni, moglie, amante, infermiera, madre in un mix di ironia, sarcasmo e dolore nell'affrontare il decadimento mentale di chi si vuole bene e si ama.

Diego Facciotti nel Riccardo III porta l'essenza della fragilità umana, inconsapevole latore di una lettera che non ha fine o che forse si ripete all'infinito.

Non meno importante la costruzione e le soluzioni sceniche, una struttura che ruota e si modifica in velocità adattandosi ai numerosi flashback durante lo spettacolo, la stessa velocità con cui gli attori cambiano i costumi in scena.

Sold-out per il debutto, che ha visto un pubblico attento composto non da “abbonati” di una stagione teatrale di cui non conoscono neanche il programma, ma da fruitori del teatro a cui resta solo che emozionarsi.

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